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Olio di palma e grassi idrogenati. Quanto incide lo stile alimentare nell’esposizione a queste sostanze? (04/04/2018)

 
Italiani e francesi, i più esposti.
 
La sicurezza alimentare è oggi al centro del dibattito mondiale e i consumatori stanno già reagendo agli stimoli mediatici, adottando regimi alimentari più controllati (biologici, vegani e vegetariani) e attraverso una maggiore attenzione verso le sostanze aggiunte ai cibi confezionati, che stanno sempre più orientando i consumatori alla filosofia del “senza”: senza glutine, senza grassi idrogenati, senza oli vegetali, etc ….  Ma quanto siamo esposti alle sostanze potenzialmente nocive contenute nei cibi industriali? Quali effetti hanno sulla nostra salute?
 
Fra le sostanze potenzialmente nocive aggiunte ai cibi industriali, le più diffuse sono gli Aromi artificiali (più di cento varietà diverse), presenti quasi ovunque ad eccezione delle carni industriali e degli alimenti impanati. Gli effetti indesiderati di tali eccipienti non sono tuttavia molto rilevanti per gravità, essendo più spesso associati al solo insorgere di allergie. Decisamente più rilevanti sono tutte quelle sostanze che aumentano il rischio di malattie gravi, come cancro, malattie cardiache e respiratorie. Fra questi troviamo i Grassi idrogenati, i Conservanti, i Coloranti, i Nitriti di sodio, gli Antischiuma e gli Oli vegetali. Una categoria intermedia di sostanze è legata al maggior rischio di patologie meno gravi rispetto alle precedenti, ma comunque importanti come diabete, insulino resistenza e ipertensione: sono lo Sciroppo di mais ad alto fruttosio, gli Edulcoranti e il Glutammato di sodio, il primo ed il secondo presenti nei cibi e nelle bibite dolci, mentre il terzo nei cibi pronti, surgelati e nelle carni industriali.
 
Un adulto attivo (30-50 anni) assume mediamente 2.300/2.500 Kcal al giorno. Tuttavia nei diversi Paesi europei le abitudini alimentari sono significativamente diverse. Secondo i dati dell’EFSA lo stile alimentare italiano si caratterizza per un più importante consumo di prodotti da forno e cibi dolci (quasi 600 Kcal al giorno, a fronte di una media europea che supera appena le 400).





 
La maggior propensione degli italiani verso cibi dolci non è esente da conseguenze, dato che questa tipologia di prodotti industriali contiene ben 6 delle 10 sostanze principali, potenzialmente dannose per la salute: sciroppo di mais ad alto fruttosio, grassi idrogenati, aromi artificiali, colorati, edulcoranti e oli vegetali. Lo stile alimentare in Italia è alla base di una maggiore esposizione complessiva a sostanze potenzialmente nocive, rispetto agli altri Paesi della Comunità europea. In pratica ciascun Paese, in base al proprio stile alimentare, si espone in maniera differente al consumo di ciascuna delle 10 principali sostanze aggiunte ai cibi industriali.
 
Per evidenziare l’esposizione dei vari Paesi alle sostanze potenzialmente nocive è stato calcolato un INDICATORE DI ESPOSIZIONE COMPLESSIVA MM alle 10 sostanze potenzialmente nocive, sommando le Kcal assunte in media giornalmente (EFSA) per ogni cibo che contiene ciascuna delle 10 sostanze, moltiplicato infine per 5 (Range di variazione 1-5; posizione media pari a 3). Secondo il nostro indicatore, Italia e Francia sono i Paesi con la maggior esposizione a sostanze potenzialmente nocive. I regimi alimentari di queste due nazioni sono molto simili. Questo risultato è strettamente legato al significativo peso di cibi dolci e prodotti da forno, che in tali Paesi rappresentano il 24% delle Kcal giornaliere di un adulto, a fronte di una media europea che si attesta attorno al 17%. Danimarca e Finlandia sono i Paesi con una minore esposizione complessiva.




 
La sensibilità dei consumatori nei confronti di queste sostanze è in crescita, ma in Italia e Francia i livelli di consapevolezza non hanno ancora raggiunto la media europea. L’eccesso di Grassi idrogenati, Conservanti e Oli vegetali di cui si compone la dieta media di un italiano adulto espone la popolazione a maggiori rischi di cancro, obesità, diabete/insulino resistenza. Su livelli più bassi allergie, malattie cardiache e respiratorie.




 
La popolazione adulta è di gran lunga più esposta rispetto ad ogni altra fascia d’età a sostanze potenzialmente nocive a causa di una alimentazione molto concentrata su cibi dolci, cibi pronti e surgelati. Man mano che ci si allontana dall’età adulta (in alto o in basso) l’esposizione si riduce notevolmente: nel caso dei Bambini la minore esposizione è dovuta al minor consumo di cibi pronti e surgelati, mentre nel caso dei Senior la minor esposizione appare legata al minor consumo di cibi dolci, per insorgere di diabete o altre patologie che inducono ad una alimentazione più sana.
 
                                               
 
Quanto sono consapevoli gli italiani dei rischi a cui vanno incontro e su come evitarli?
 
 
Per saperne di più contattaci al Numero verde 800 016729 o inviaci un commento al link https://www.mm-r.it/contact-us.html

 
QUANTO SONO PROPENSE LE MAMME ITALIANE AD UTILIZZARE DISTRIBUTORI AUTOMATICI PER L’ACQUISTO DI BABY PRODUCT? (21/03/2018)

 
Se sei un Baby Specialist, dovresti prendere in considerazione l’ipotesi di mettere fuori dal tuo negozio un distributore automatico di prodotti. È quanto emerge dalla ricerca realizzata da Marketing Management sulla propensione delle mamme italiane ad utilizzare tali distributori (Fonte: Panel Matercom®).
 
La mamma è una consumatrice esigente e selettiva, informata e ben organizzata. Essa si aspetta una shopping experience originale e personalizzata ed il coinvolgimento ne aumenta la propensione all’acquisto e la spesa media. Ma ha anche bisogno di risparmiare tempo, per garantire una buona organizzazione domestica.
 
Abbiamo chiesto ad un campione di mamme Matercom® di valutare l’iniziativa di porre all’esterno del proprio negozio di fiducia un distributore automatico di prodotti per bambini, verificando la propensione all’utilizzo e la gamma di prodotti desiderati da offrire all’interno del distributore. L’iniziativa è stata accolta positivamente dal 78% del campione: il 41% la ritiene molto interessante, mentre per il 37% si tratta di una proposta abbastanza interessante. Solo il 5% delle rispondenti ha dichiarato di non avere alcun interesse per l’iniziativa. Al di la dell’ottimo giudizio espresso, il target ha mostrato anche una buona propensione all’eventuale utilizzo del distributore. Il 73% delle rispondenti si è dichiarato propenso all’utilizzo (Certamente si 35%, Probabilmente si 38%).
 
Il dato sull’utilità dei distributori e sulla buona propensione all’utilizzo, viene confermato dal fatto che allorquando le famiglie rimangono sprovviste di un determinato prodotto ad orari in cui non è possibile acquistare presso i negozi, nel 58% dei casi non trovano una soluzione alternativa, e finiscono per rinunciare a quel consumo (indicatore di un bisogno rimasto insoddisfatto). Il 19% cerca una farmacia notturna nella speranza di trovare il prodotto, mentre il 20% si rivolge ad amici e parenti per verificare se hanno disponibilità del prodotto, per averlo in prestito.
 
Non è necessario un ampio paniere, bastano i prodotti emergenziali, cercando tutt’al più di garantire un buon assortimento: principalmente Pannolini (li cita il 77% delle rispondenti), che è un prodotto indispensabile ed insostituibile e per cui un’imprevista rottura di stock deve necessariamente essere compensata nel breve. A seguire, su percentuali di citazioni minori Salviette (50%), Soluzione fisiologica per il nasino (32%), Latte formulato (31%), Omogeneizzati (29%) e Biscotti (26%).
    
Tuttavia, le esigenze delle mamme moderne in termini di “acquisti emergenziali” non sono particolarmente significative: appena il 9% delle mamme italiane si trova a dover gestire “acquisti emergenziali” almeno 1 volta al mese, per cui il distributore rappresenta di più un servizio per fidelizzare la clientela che una ghiotta occasione di business.  
Riguardo alle modalità, le mamme hanno indicato la possibilità di acquistare direttamente dal distributore inserendo banconote o bancomat e ritirando i prodotti in modo estemporaneo, soluzione scelta dal 72% delle rispondenti, preferendola ad una più complessa applicazione da smartphone per la prenotazione online di prodotti, con consegna diretta a casa (21%). Il 7% delle mamme Matercom® non ha espresso alcuna preferenza sulle modalità d’acquisto.
CHI GUIDA L'INNOVAZIONE NEL SETTORE DEI BABY PRODUCT? (1 marzo 2018)
Innova e comunica.
 
I processi di innovazione della tua Azienda devono essere trasmessi e comunicati al mercato se vuoi che si trasformino in consenso e vendite. Misurare e governare la capacità del tuo Brand di appassionare e coinvolgere i consumatori è un’opportunità per costruire e rafforzare ogni giorno la tua Brand Image. L’animazione della web discussion è una possibile strada, facilmente percorribile e a basso costo. Grazie al Web è cambiato il modo in cui le informazioni vengono veicolate: i vari stakeholder interagiscono fra loro, ogni individuo può essere un fattore d’influenza per gli altri (promotori o detrattori), per questo la rete è divenuta un ambito di valutazione e confronto fondamentale.
 
Marketing Management dal 2016 rileva l’esposizione sul web dei principali Brand del comparto dei Baby Product, assistendo ad una vera e propria rivoluzione. Chi sta sfruttando il web per rafforzare la propria Brand Image? Con quali effetti? Quanto è “social” il tuo Brand? Quanto sono online i tuoi promotori? E i detrattori?
 
Su soli cinque Brand (a partire da 38 osservati) si concentra il 75,3% di tutte le innovazioni comunicate dai Player del comparto Baby, tuttavia ciascuno con i propri livelli di Sentiment (reazioni del Target):

 
 
I grandi assenti dalla “top five” sono Mellin e Plasmon, con un Rumor medio molto basso (fra 1-2%), anche se con un Sentiment ben al di sopra della media (rispettivamente 79% e 96%). Un peccato, se si pensa che allorché si parli di loro se ne parli bene, tuttavia le occasioni di contatto con il target restano limitate dalla scarsa capacità di generare una web discussion virale.
 
Caso a parte è Nestlé, con una quota di Rumor del 2% ed un valore molto basso di Sentiment (44%). In questo caso è bene che non si parli tanto, almeno prima di aver rivisto la strategia di comunicazione, per capire da cosa si origina lo scarso consenso intorno al Brand.



 
                                                                      Fonte: Innex® by Marketing Management, Feb.2018

 
La conta dei Promotori/Detrattori premia alcuni Brand e ne penalizza altri. Le più alte quote di “Promotori” sono state osservate in corrispondenza di Nuby (57%), Pampers (40%), Hipp (28%) e Mellin (25%), mentre le più alte quote di “Detrattori” per BebéConfort (22%), Mam (21%) e Nestlé (17%).




AUTOMOTIVE (14 febbraio 2018)
Customer Behaviour e New Competition per le Concessionarie: le offerte per l’acquisto dell’auto

Per acquistare un’auto, l’utente medio acquisisce informazioni in un arco temporale di circa tre mesi, confrontando marche, modelli, allestimenti, prezzi, etc. Il 75% del tempo è dedicato alla ricerca di informazioni online. Ecco perché il web è un “luogo” privilegiato per ingaggiare il potenziale acquirente. In questo contesto la Concessionaria ha limitate leve strategiche per attirare l’utenza. Infatti la Brand Image è appannaggio delle case produttrici, così come la strategia di comunicazione. Anche le offerte, stabilite e pubblicate mensilmente dal marketing centrale, lasciano poco spazio alle Concessionarie per definire una propria strategia.
 
 
Cosa possono fare, dunque, le concessionarie?
 
Anzitutto sfruttare le informazioni sulle strategie messe in atto dalle case produttrici, in chiave di benchmark, valorizzando i segmenti su cui si riscontra maggiore competitività, e definendo strategie di vendita ad hoc su quei segmenti in cui la competitività risulta bassa. Quanto buone sono le offerte che le case produttrici mettono a mia disposizione? Quali opportunità di vendita posso aspettarmi? Su quali segmenti sono più competitivo? Quali segmenti richiederanno un maggiore sforzo per incontrare la mia domanda?
 
Data la molteplicità delle variabili in gioco, Marketing Managment ha messo a punto uno strumento informativo strategico per sfruttare al meglio il contesto competitivo delle marche in termini di appeal delle offerte del mese. Per voi Concessionarie un’anticipazione.
 
Appeal delle offerte di gennaio 2018. Top Ten.
 
L’indicatore, sotto riportato, varia fra 0-100%, valuta simultaneamente tre componenti: l’impatto delle promo (presenza e inflazionamento), l’appetibilità (in termini economici) e i vantaggi legati alle condizioni di servizio (esempio tassi TAN e TAEG dei finanziamenti).
 
Lancia (59,1%) è risultato forte per la varietà delle promo. A seguire Citroen (54,7%), Seat (52,0%), Kia (48,7%), Nissan (46,7%) e DS Automobiles (40,2%) si sono distinte per il maggior numero di accessori inclusi nelle offerte (allestimento delle vetture in promo).
 
Toyota (49,6%) e Skoda (41,3%) hanno fatto dello sconto medio sul prezzo di listino il loro cavallo di battaglia, mentre Hyundai (51,0%) e Fiat (42,2%) hanno mostrato migliori condizioni di finanziamento (con TAN e TAEG più bassi).

 
Citroen ha mostrato maggiore qualità delle promo nel segmento Monovolume (91,4%), Seat nel segmento Berline compatte (77,6%), Per le Berline meglio Hyundai (75,9%) e Fiat (69,2%). Sulle Small cars si sono concentrate le strategie di Toyota (71,1%) e Skoda (73,6%), mentre Kia punta sulla Ammiraglie (79,8%). Pur su valori meno generosi sul segmento SUV e Crossover spingono Nissan (59,7%) e DS Automobiles (46,6%).



L'IMPORTANZA DELLA WEB REPUTATION (31 gennaio 2018)

Nell'era della Comunicazione e della Brand Image, la forte dipendenza dei mercati dalla rete e dai "new media" ha raggiunto livelli tali da rendere difficile immaginare un'attività di produzione e commercio che non sia "mediatica". La rete e l'accesso di massa alle nuove tecnologie hanno profondamente modificato l'esposizione agli stimoli mediali, trasformando i paradigmi della comunicazione stessa, la percezione dei consumatori e i loro stili di acquisto.
In pratica il web rappresenta un mezzo privilegiato per recuperare il contatto con un target sempre più evoluto ed un mezzo per intercettare e comprendere bisogni ed aspettative dei potenziali clienti. L'Analisi della Domanda (online) è dunque uno strumento informativo importante per orientare la propria strategia di marketing, attraverso una comunicazione mirata sul canale web in grado di attrarre i consensi del proprio bacino utenti, attorno alla quale costruire una Brand Image forte, in grado di dare frutto sul mercato.
Per comprendere a pieno questi concetti basta pensare che il 70% degli italiani è connesso alla rete. Sarebbe un errore credere che la partecipazione degli internauti al web sia blanda, disinteressata o sporadica. Nel rapporto "Edelman Trust Barometer 2017" (uno studio annuale sull'utilizzo del web in tutto il mondo - anche in Italia) è possibile reperire alcuni importanti indicatori che ne garantiscono il motivo. Il 34% degli internauti italiani considera il web come "la prima fonte d'informazione", cioè quella che consultà per prima per tenersi aggiornato su qualsiasi tema. Il dato spinge a concludere che per loro il web è una fonte d'informazione completa, dove è molto probabile trovare ciò che si cerca.
Il 45%, invece, usa il web per trovare "breaking news". Basta questa semplice affermazione per comprendere l'effetto dirompente di una notizia riportata da una testata giornalistica on-line su qualsiasi argomento. L'indicatore mostra chiaramente come il web possa essere considerato come una fonte "influente" nell'orientamento dei consumatori.
Il 53% usa la rete per confermare notizie mediante altri canali. Ciò indica come il web ed i suoi contenuti siaritenuti "affidabili" da una significativa fetta di potenziali clienti.
 


Bastano questi semplici indicatori per capire perchè tutte le "figure pubbliche" (Aziende, Brand, Istituzioni, etc...) hanno oggi un profilo sui più importanti Social. Tuttavia questo da solo non bastaper godere i vantaggi di una buona comunicazione, ne per trarre dalla propria "pubblicità" consenso esercitando influenza sui potenziali clienti. Una volta intercettati bisogni ed aspettative del proprio target, occorrerà animare la Web Discussion proprio attorno ai temi d'interesse, nelle migliori modalità, sfruttando a piene mani i canali Social, aumentando e migliorando le occasioni di contatto fra i clienti e la propria azienda/Brand.



...SOLO UN PICCOLO CONTRIBUTO IN TERMINI DI MISURAZIONE DELLA CUSTOMER SATISFACTION... (24 ottobre 2017)

Soddisfazione e fedeltà non sono più dimensioni correlate (non come una volta): è l'effetto del liquidismo che caratterizza il consumatore moderno. Se l'obiettivo per cui rilevare la Customer Satisfaction è quello di fidelizzare i propri clienti, allora sarà il caso di chiedersi con quale criterio il consumatore esprima giudizi (per meglio interpretare gli indicatori) e quale sia la sua naturale propensione all'infedeltà (per valutare l'efficacia delle azioni di customer care). La classificazione del proprio Target per "Archetipi" potrebbe aiutare.

Guardando questi due consumatori, entrambi con un giudizio di soddisfazione pari a 7, c'è da chiedersi se questi due giudizi siano confrontabili. Già ad occhio sembreberre di no.


Beh, in effetti è così. Misurando su una scala da 0 a 100 bisogni/aspettative e propensione innata all'infedeltà dei diversi archetipi è possibile trovare una nuova chiave di lettura per interpretare correttamente un "metrica" (7...???) che da sola può non voler dire molto.


Le misure dalla CS che non tengono conto dell'individualità di chi esprime giudizi, sono poco interpretabili. Per questo le nuove frontiere della ricerca suggeriscono di abbandonare i CSI (Customer Satisfaction Index) per adottare ASI (Archetypic Satisfaction Index).


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